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Richiedi ConsultoIl metodo di lettura dei tarocchi non è una semplice sequenza di carte disposte casualmente, ma una struttura interpretativa che richiede coerenza, ordine e consapevolezza simbolica. Ogni stesa diventa un linguaggio quando le carte vengono messe in relazione tra loro e non osservate isolatamente.
Molte interpretazioni moderne si limitano a elencare significati predefiniti, ma un metodo serio di lettura richiede un criterio preciso. La posizione delle carte, la loro progressione numerica e il dialogo simbolico tra gli arcani sono elementi fondamentali per costruire una lettura coerente.
Un approccio strutturato non elimina l’intuizione, ma la guida. Senza metodo, l’interpretazione rischia di diventare arbitraria; con un metodo, la lettura assume una forma ordinata e comprensibile.
Nel mio approccio interpretativo, la lettura dei tarocchi si basa su tre principi fondamentali: posizione, relazione e coerenza simbolica. Ogni carta assume un significato diverso a seconda della collocazione nella stesa e del contesto generale.
La posizione definisce la funzione della carta all’interno della lettura: può indicare una situazione attuale, una dinamica nascosta, una direzione evolutiva o un elemento di blocco. La relazione tra le carte, invece, crea un dialogo simbolico che permette di comprendere il quadro complessivo.
Infine, la coerenza simbolica impedisce interpretazioni contraddittorie. Se una carta suggerisce apertura e un’altra chiusura, il metodo non ignora il contrasto, ma lo analizza come parte integrante della situazione.
Nel metodo strutturato che utilizzo, la prima configurazione fondamentale è la stesa a tre livelli. Non si tratta di una semplice sequenza passato-presente-futuro, ma di una lettura stratificata che analizza una situazione su tre piani distinti: livello visibile, livello nascosto e livello evolutivo.
La prima carta rappresenta il livello visibile, cioè ciò che appare in modo evidente nella situazione. Può indicare un comportamento, una scelta già compiuta o un evento concreto. È il piano della realtà manifesta.
La seconda carta rappresenta il livello nascosto. Qui si analizzano motivazioni profonde, dinamiche interiori o elementi che non sono immediatamente percepibili. Spesso è in questa posizione che emergono contraddizioni o tensioni non espresse.
La terza carta rappresenta il livello evolutivo. Non indica un destino inevitabile, ma una direzione possibile in base alla configurazione delle prime due carte. In questa fase il metodo valuta coerenza, progressione numerica e relazione simbolica tra gli arcani.
Nel metodo del Maestro Athan Dah, le carte non vengono interpretate in modo isolato. La loro relazione è determinante. Due carte di natura simile rafforzano un messaggio; due carte in apparente contrasto indicano una tensione che deve essere analizzata.
La progressione numerica assume un ruolo importante. Se le carte mostrano una sequenza crescente, può indicare sviluppo e movimento. Se la sequenza è decrescente o frammentata, può suggerire blocco o regressione simbolica.
Questo approccio consente di evitare interpretazioni casuali e di mantenere una coerenza interna alla lettura.
Rappresentazione grafica della stesa a tre livelli utilizzata nel metodo strutturato di lettura dei tarocchi.
Accanto alla stesa a tre livelli, il metodo strutturato prevede una configurazione più ampia chiamata Stesa a Croce Evolutiva. Questa disposizione permette di analizzare una situazione da più angolazioni, mettendo in relazione origine, stato attuale e direzione possibile.
La carta centrale rappresenta il nodo attuale. È il punto focale della lettura, l’elemento intorno al quale ruota l’intera configurazione. Può indicare una decisione, un conflitto o una fase di transizione.
La carta posta a sinistra indica l’origine della situazione. Non necessariamente il passato remoto, ma la causa simbolica che ha generato il nodo centrale.
La carta a destra rappresenta la direzione evolutiva. Non è una previsione inevitabile, ma una tendenza che si sviluppa in base alla dinamica attuale.
La carta superiore indica il livello di consapevolezza: ciò che è compreso, percepito o riconosciuto. La carta inferiore, invece, segnala il blocco o l’elemento inconscio che condiziona la situazione.
La disposizione a croce consente di osservare tensioni, equilibri e coerenze simboliche. Se il centro è sostenuto da carte armoniche, la situazione tende a stabilizzarsi. Se invece emergono contrasti numerici o archetipici, il metodo invita a leggere la configurazione come fase di trasformazione.
Schema della stesa a croce evolutiva con nodo centrale, origine, direzione, consapevolezza e blocco.
Come evoluzione delle precedenti disposizioni, il metodo strutturato prevede una configurazione più articolata chiamata Configurazione Athan Dah. Questa stesa nasce dall’esigenza di osservare una situazione non solo nella sua dinamica lineare, ma nel suo equilibrio complessivo.
La carta centrale rappresenta il nodo principale. È il punto di convergenza simbolica, l’elemento che riassume la questione posta.
Le due carte laterali indicano rispettivamente la forza e la resistenza. La prima mostra ciò che sostiene o favorisce la situazione; la seconda evidenzia l’ostacolo o la tensione che ne limita lo sviluppo.
La carta superiore rappresenta la direzione superiore, cioè l’orientamento più elevato o la soluzione coerente con l’evoluzione simbolica della stesa.
La carta inferiore indica il fondamento, l’elemento radicato o la base reale su cui si costruisce l’intera dinamica.
Infine, una carta esterna in posizione diagonale rappresenta il fattore imprevisto: un elemento non immediatamente visibile che può modificare l’equilibrio complessivo.
Questa configurazione permette una lettura multilivello, mantenendo coerenza simbolica e struttura interpretativa. Non si tratta di moltiplicare le carte, ma di organizzare le informazioni in modo ordinato e leggibile.
Schema della Configurazione Athan Dah nel metodo di lettura dei tarocchi con nodo principale, forza, resistenza, direzione superiore, fondamento e fattore imprevisto.
La lettura dei tarocchi, quando viene affrontata con metodo, si distingue nettamente dall’interpretazione casuale o puramente intuitiva. La struttura non limita il simbolo, ma lo rende leggibile. Ogni disposizione delle carte è un sistema organizzato che consente di osservare una situazione da più prospettive, evitando semplificazioni eccessive.
Un metodo interpretativo serio si fonda su tre elementi essenziali: ordine, relazione e coerenza. L’ordine stabilisce la funzione di ogni posizione nella stesa; la relazione permette di comprendere il dialogo simbolico tra le carte; la coerenza impedisce contraddizioni arbitrarie, guidando l’analisi verso una lettura armonica e strutturata.
Nel corso della storia, i tarocchi sono passati da gioco figurativo rinascimentale a strumento simbolico complesso. La loro evoluzione ha prodotto molte scuole interpretative, ma ciò che distingue un approccio metodico è la capacità di integrare simbolo e struttura senza trasformare la lettura in un esercizio puramente soggettivo.
Le configurazioni illustrate – dalla stesa a tre livelli alla croce evolutiva fino alla Configurazione Athan Dah – mostrano come un sistema ordinato possa organizzare l’informazione simbolica in modo chiaro. Non si tratta di moltiplicare le carte, ma di attribuire a ciascuna un ruolo preciso all’interno di un disegno complessivo.
La forza del metodo risiede nella sua ripetibilità. Una struttura coerente consente di mantenere equilibrio interpretativo anche quando il contenuto simbolico varia. In questo modo, la lettura dei tarocchi diventa un processo analitico basato su criteri definiti, pur lasciando spazio alla sensibilità e all’esperienza dell’interprete.
Comprendere il metodo significa comprendere che i tarocchi non parlano in modo isolato: è la loro disposizione, il loro ordine e la loro interazione a costruire il significato finale. Solo attraverso una struttura chiara il simbolo si trasforma in linguaggio.